Tonkin Zulaikha Greer per il National Arboretum di Canberra

Vista del National Arboretum a Canberra (foto di John Gollings)

Il progetto dello studio australiano Tonkin Zulaikha Greer Architects, condotto in collaborazione con gli architetti del paesaggio dello studio Taylor Cullity Lethleanha previsto la costruzione di due padiglioni, il cui profilo si stacca dall’area paesaggistica del nuovo National Arboretum a nord del lago Burley Griffin, vicino a Canberra.

Il Visitor Centre nel paesaggio collinare (foto di John Gollings)

I progettisti hanno trasformato una zona di terreno boschivo, danneggiato da un precedente incendio, in un nuovo giardino botanico che raccoglie una collezione di alberi e piante, provenienti da tutto il mondo e in via d’estinzione.

L’ingresso al Visitor Centre (foto di John Gollings)

Il padiglione più grande, il Visitor Centre, può essere utilizzato come sede di mostre, eventi, feste e attività programmate, ed è situato in continuità con una terrazza per eventi realizzando un altopiano che è stato scavato sotto il crinale della collina per ridurre al minimo l’impatto della struttura costruita nel paesaggio.

Vista della struttura del Visitor Centre (foto di Brett Boardman)

L’architettura sviluppa la lunga tradizione degli edifici botanici, costruiti con involucri trasparenti e grandi volumi con un forte effetto di connessione tra interno ed esterno. L’importante presenza dell’edificio funge da punto di riferimento per tutto il paesaggio dell’Arboretum, in attesa che gli alberi impiantati possano crescere e maturare.

La struttura in pietra del basamento (foto di John Gollings)

Il padiglione è definito dalla forma scultorea della copertura: rivestita di zinco, prefabbricata in Tasmania e velocemente assemblata in sito, si inserisce nella topografia rotondeggiante del paesaggio traendo ispirazione dalle fronde di un bosco.

Vista del Margaret Whitlam Pavilion (foto di John Gollings)

Rispetto ad una costruzione in acciaio, la scelta dell’uso del legno riduce l’utilizzo di energia e le pareti in pietra del basamento presentano un profilo energetico altrettanto basso. La struttura di copertura è composta da colonne coniche prefabbricate in calcestruzzo a sostegno di travi e travicelli laminati, in quercia della Tasmania e legno di pino.

Il Margaret Whitlam Pavilion, segno di riferimento nel paesaggio (foto di John Gollings)

Il Margaret Whitlam Pavilion, invece, si trova sulla punta sud-occidentale della terrazza eventi, diretto verso il futuro anfiteatro erboso: il suo asse si allinea con il getto d’acqua del Captain Cook Memorial nel bacino centrale del lago Burley Griffin, proseguendo visualmente la struttura di assi radiali con cui lo stesso Griffin pianificò lo viluppo urbano.

Vista degli spazi circostanti al Visitor Centre (foto di Brett Boardman)

La linea della copertura di questo padiglione è stata ideata per definire un punto di vista focale, un riferimento nel paesaggio, come spiegano i progettisti: “La forma del tetto realizza un contrasto definito in relazione al sito. Il tetto a punta costituirà una pausa enfatica nella calma del paesaggio dell’Arboretum”.

Particolare della copertura in zinco (foto di Brett Boardman)

Servizi a basso consumo energetico e un sistema di riciclo dell’acqua completano il progetto sostenibile per l’Arboretum e garantiscono la sostenibilità d’uso dei padiglioni.

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