Trans[x]ponential: una rivoluzione urbana

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Il progetto Trans[x]ponential di Boney Keriwala, Aditya Kadabi e Shweta Das è stato ideato presso l’Institute for Advanced Architecture of Catalonia, Barcelona, per rispondere alla situazione della contemporanea mobilità legata a modelli non sostenibili e per cui sono previste reti di traffico sempre più caratterizzate da criticità.
Si tratta di un concept suggerito dalla lettura dell’area di progetto ”Nus de la Trinitat” a Barcellona, che è il risultato di una sovrapposizione di tangenziali stratificate e intrecciate. Queste, pur connettendo l’area a livello interurbano, eliminano la qualità dello spazio in termini di abitabilità ed ambiente, interferendo pesantemente sulle possibilità economiche del sito.

Il concept estende le geometrie delle reti di traffico a uno spazio tridimensionale (foto di B. Keriwala, A. Kadabi, S. Das)
Il concept estende le geometrie delle reti di traffico a uno spazio tridimensionale (foto di B. Keriwala, A. Kadabi, S. Das)

La proposta prevede di liberare la disposizione urbanistica dell’area dal ciclo di rapida crescita delle infrastrutture stradali, connesse a previsioni di continua crescita del traffico. L’unità di mobilità, la macchina, infatti, viene ideata non più come veicolo stradale, ma modulo aereo e autonomo.
Esattamente come nei film, nella fantascienza tanto comune quanto ancora irrealizzata, viene previsto un sistema di traffico guidato da sensori, in uno scambio di dati interattivi, informati da sistemi binari e sostenuti da energia solare. Sarà troppo? Forse. Ma certamente l’attivazione delle “skycars” prevede di rivoluzionare la città.

Il progetto si rifà a forme organiche che disegnano anche i nuovi edifici (foto di B. Keriwala, A. Kadabi, S. Das)
Il progetto si rifà a forme organiche che disegnano anche i nuovi edifici (foto di B. Keriwala, A. Kadabi, S. Das)

Il concept è incentrato sull’idea di mutare l’intero sistema urbano attraverso la trasformazione di quella che viene individuata come la sua unità, la macchina, e il visionario progetto suggerisce la costruzione di una rete tecnologica che interessa prima di tutto il costruito, oltre il traffico e gli utenti; immaginando per il futuro una serie di benefici, come la realizzazione di maggiori spazi naturali e la semplicità di spostamento, dovuti all’innovazione nelle modalità di gestione e fruizione del traffico.

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