Tyin a Sungai Penuh per la lavorazione della cannella

Ingresso principale del centro (foto di Pasi Aalto / pasiaalto.com)

Cinque elementi architettonici raccolti sotto un’unica copertura in legno recuperato dagli scarti di un’attività produttiva locale. L’edificio perfettamente integratoin un contesto paesaggistico di grande pregio, è la risposta low tech  a un inconsueto programma funzionale.

Vista verso il lago Kerinci (foto di Pasi Aalto / pasiaalto.com)

Il progetto è il risultato di un felice incontro tra un imprenditore e un gruppo di bravi progettisti, ovvero la dimostrazione che progetti con un forte coinvolgimento etico e sociale non sono ad esclusivo appannaggio della così detta cooperazione internazionale, ma possono diventare una via per fare sviluppo anche da parte dei privati.

Facciata rivolta verso la foresta (foto di Pasi Aalto / pasiaalto.com)

Cosi i Tyin Tegnestue Architects descrivono il loro incontro: “Un giorno è arrivato nel nostro studio di Trondheim un uomo d’affari francese, Patrick Barthelemy. Veniva direttamente da Sumatra e aveva con sé una borsa piena di cannella. L’85% della cannella consumata in tutto il mondo è prodotta in una sola regione di Sumatra”. Fino a qui tutto nella norma se non fosse per il solito tasto dolente che accomuna troppo spesso le condizione di lavoro in paesi in via di sviluppo, operai senza diritti, sottopagati, costretti a passare le loro giornate in luoghi di produzione insalubri.

Spazio aperto centrale dove sono protagonisti i due alberi attorno ai quali è stato costruito il centro (foto di Pasi Aalto / pasiaalto.com)

Queste le premesse del progetto di un centro di formazione per i coltivatori e gli operai, impegnati nella lavorazione della cannella, “Abbiamo iniziato a lavorare su un’idea e dopo un anno eravamo a Sumatra, nel cuore della foresta, per costruire il nostro progetto”.

Planimetria

Il centro di formazione ha l’ambizione di proporsi come un’eccellenza in termini di qualità del servizio, attenzione ai valori etici, alla sostenibilità ambientale e sociale. L’obiettivo è di fissare nuovi principi nella gestione di un’impresa economica, anche in funzione delle sue ricadute sociali come il garantire salari adeguati, tutela sanitaria, possibilità di accedere a un programma educativo.

Prospetto Nord

L’assetto spaziale dell’intervento si basa su pochi semplici principi, una grande copertura in legno che contrappone la propria leggerezza ad una pesante struttura in mattoni realizzati da artigiani locali, il tutto appoggiato su fondazioni in calcestruzzo.

Prospetto ovest

Al di sotto della copertura ci sono cinque costruzioni di mattoni, al cui interno si trovano un piccolo laboratorio, aule, uffici e una cucina. Il complesso così composto è organizzato intorno ad un grande spazio aperto centrale, nel quale vengono mantenuti due alberi preesistenti.

Sezione AA

L’area interessata dell’intervento si caratterizza per un elevato rischio sismico, ma gli edifici hanno già superato senza problemi terremoti superiori al quinto grado della scala Richters, dimostrando l’efficacia dell’architettura a basso contenuto tecnologico anche in contesti di allerta ambientale.

Sezione AA

Il complesso si affaccia da una parte sul panorama offerto dal lago Kerinci e dall’altra confina con la foresta di alberi di cannella che da lavoro ai fruitori del centro.

Spazi interni riservati alle attività del centro (foto di Pasi Aalto / pasiaalto.com)

Particolare attenzione è stata prestata ai principi passivi di architettura bioclimatica potenziando la ventilazione naturale al di sotto del tetto, che raggiunge i 600 mq di superficie, e valorizzando le proprietà della massa termica dei muri in grado di arginare il surriscaldamento.

Uno stralcio dell’area centrale (foto di Pasi Aalto / pasiaalto.com)

Tale obiettivo è stato raggiunto anche attraverso un sistema di schermature e ai forti aggetti della copertura che impediscono una penetrazione diretta dei raggi solari.

Sedute che danno sullo spazio aperto centrale realizzate con il legno dell’albero di cannella (foto di Pasi Aalto / pasiaalto.com)

Interessante è la scelta del tipo di legno, ovvero l’albero di cannella che rappresenta uno scarto delle produzione della più redditizia spezia.

Rapporto tra interno ed esterno degli edifici che lavorano in continuità spaziale (foto di Pasi Aalto / pasiaalto.com)

L’utilizzo di tale legno è sinonimo di un basso status sociale per la cultura locale, ma nei fatti si è dimostrato un ottimo materiale consentendo la realizzazione di dettagli raffinati, reagendo bene al clima e con il valore aggiunto di dare nuova vita a un materiale che altrimenti sarebbe stato uno scarto. Attraverso la qualità architettura si è rivalutato un materiale che ha acquistato un nuovo significato sociale.

Fasi di consolidamento sottofondo prima della gettata di fondazione (foto di Pasi Aalto / pasiaalto.com)

Il centro è stato costruito in soli tre mesi; come spesso accade quando si lavora in questi luoghi i tempi e i mezzi a disposizione sono limitati, quindi è molto importante una buona organizzazione del cantiere e ottimizzazione delle risorse.

Fasi di costruzione degli edifici in mattoni (foto di Pasi Aalto / pasiaalto.com)

Ad esempio tutti gli spostamenti di materiali pesanti come i tronchi dalla foresta alla segherie e quindi al cantiere sono stati realizzati con otto bufali e i settanta operai impiegati nella costruzione erano tutti non specializzati.

Tali condizioni portano ad un buon risultato solo se si è in grado di proporre un approccio pragmatico che conduce a soluzioni chiare e di semplice realizzazione.

 Tyin Architects_Toolbox
Illustrazione del “Tyin Architects Toolbox” che rappresenta come procedere per aver un approccio creativo nel risolvere i problemi in cantiere

Come molti gruppi di progettazione che lavorano in autocostruzione anche i Tyin hanno creato una sorta di manuale di istruzioni che si presenta più come delle indicazioni da seguire e precauzioni da tenere in fase di cantiere che come uno strumento operativo. Si tratta di un documento ironico e divertente che arriva a suggerire il tipo di musica da ascoltare in funzione dell’attività che si sta svolgendo. Citando i contenti del libretto: “Gli strumenti che trovi nel Toolbox ti aiuteranno a implementare le tue idee … sono utili per risolvere semplici problemi, per costruire splendidi edifici, o dare forma ai materiali che hai a disposizione … contiene pratici suggerimenti su come procedere con progetti che hanno tempi serrati, un basso budget e risorse limitate”.  Le illustrazioni, realizzate da Mio Oribe e Ueno Stuberg, ricordano quelle di Antoine de Saint-Exupéry fatte per il suo “Piccolo principe” per lo spirito che trasmettono e l’entusiasta esortazione alla curiosità.

 

Tyin Tegnestue Architects

Tyin Tegnestue Architects (foto di Fredrik Kihle)

Tyin Tegnestue Architects (Andreas G. Gjertsen e Yashar Hanstad) fondato nel 2008 con sede nella città norvegese di Trondheim, ha realizzato diversi progetti in aree povere della Thailandia, Birmania, Haiti e Uganda. Propongono un’architettura che dia risposte concreta, dove tutto ha uno scopo e non lascia spazio alla gratuità della forma, un’architettura che risponde alle necessità.

Le condizioni di sicurezza non sono le migliori come spesso accade in questi luoghi (foto di Pasi Aalto / pasiaalto.com)

Obiettivo del gruppo è coinvolgere le popolazioni locali nel processo ideativo e costruttivo tessendo un quadro di reciproci scambi in termini di competenze, conoscenze e uso dei materiali che vengono sempre scelti tra quelli disponibili nella realtà in cui operano. Tyin ha vinto diversi premi internazionali ed i loro progetti sono stati pubblicati ed esposti in tutto il mondo.

di Alessio Battistella

[vimeo]https://vimeo.com/88056878[/vimeo]

Scheda
Centro di formazione per la produzione di cannella 
Località                                                                 
Sungai Penuh, Kerinchi, Sumatra, Indonesia
Committente
Cassia Co-op
Progettisti
Tyin Tegnestue Architects
Realizzazione
Tyin tegnestue con un gruppo di operai locali
Finanziamento
Link Arkitektur
Architetti coinvolti
Gjermund Wibe, Morten Staubo, Therese Jonassen, Kasama Yamtree, Andreas Gjertsen, Yashar Hanstad
Studenti coinvolti
Rozita Rahman, Bronwyn Long, Sarah Louati, Zofia Pietrowska, Zifeng Wei 
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