Marco Peroni e l’Arco di Roma

Visualizzazione del progetto per l'Arco di Roma (foto di Mingazzini Filippo)
Visualizzazione del progetto per l’Arco di Roma (foto di Mingazzini Filippo)

Se è vero che Roma non ha bisogno di altri monumenti simbolo, è pur vero che, a parte alcune pur splendide realizzazioni moderne, non sembra essersi saputa rinnovare, come hanno fatto in questi anni le altre capitali Europee, con la realizzazione di nuove architetture moderne.

Planimetria dell'inserimento urbano dell'Arco (foto di Mingazzini Filippo)
Planimetria dell’inserimento urbano dell’Arco (foto di Mingazzini Filippo)

Seguendo questo presupposto, lo studio Marco Peroni Ingegneria ha ideato il progetto Arco di Roma, consistente in un immenso arco panoramico per la città eterna, posto a cavallo della via delle Terme di Caracalla e Via Cristoforo Colombo, nel parco delle terme appena dentro le mura urbane.

Visualizzazione dell'Arco panoramico dal Parco delle Mura (foto di Mingazzini Filippo)
Visualizzazione dell’Arco panoramico dal Parco delle Mura (foto di Mingazzini Filippo)

La struttura in acciaio, 600 metri per 300 metri, comporrebbe un arco, rivisitato in chiave moderna, in grado di realizzare un nuovo simbolo contemporaneo per la città divenendo un punto d’osservazione privilegiato che rispetta le stratificazioni urbanistiche che già hanno composto la città nei secoli. La proposta si inserisce nel passato progettuale di Roma, dove già era prevista, in occasione dell’Expo42, la costruzione del grande arco imperiale – 100 metri di altezza – disegnato dall’architetto Adalberto Libera e dall’ingegnere Gino Covre, infine non realizzato a causa della guerra.

Visualizzazione aerea della struttura (foto di Mingazzini Filippo)
Visualizzazione aerea della struttura (foto di Mingazzini Filippo)

A ciò si aggiunge la precisazione dello studio Marco Peroni che spiega: «le opere rinascimentali e la stessa costruzione di San Pietro, la cui cupola peraltro rappresenta uno dei pochi punti di osservazione dell’alto della città, negli anni in cui sono state realizzate furono delle vere e proprie innovazioni e a loro modo mega-monumenti per la città. Noi pensiamo che le stratificazioni urbanistiche che hanno disegnato la città nei secoli meritino di essere osservate da un punto di osservazione privilegiato che attragga i turisti e che possa rappresentare una porta per la città da cui iniziare e programmare poi una visita più approfondita».

La struttura di una cabina (foto di Mingazzini Filippo)
La struttura di una cabina (foto di Mingazzini Filippo)

Il progetto prevede la conformazione della sezione trasversale dell’arco in modo da far scorrere, in verso contrario tra loro, due grandi cabine ovoidali trasparenti, passanti sopra e sotto l’arco. Per garantire un opportuno flusso di persone, ciascuna cabina, della dimensione di 20 x 13 x 13 metri, è articolata in tre piani e potrà contenere circa 250 persone. Il tempo di percorrenza dell’arco sarebbe di circa 25 minuti e, in questo modo, sarebbe possibile trasportare ogni ora circa 1000-1200 persone.

Sezione trasversale della cabina di trasporto (foto di Mingazzini Filippo)
Sezione trasversale della cabina di trasporto (foto di Mingazzini Filippo)

L’arco toccherà terra nel modo più leggero possibile, con una impronta comunque importante, di circa 40metri, vista l’imponenza della struttura. L’ingresso del pubblico sarà direttamente alla base dell’arco, a lato delle Terme, dalla quale si accederà ai sotterranei dove saranno previsti i locali per il pubblico e gli ingressi multipiano alle cabine. Tutti i servizi e i negozi per il merchandising dell’opera saranno nel sottosuolo al di sotto del punto di ingresso per impattare il meno possibile sul parco.

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