Un giardino plurisensoriale

Vista progettuale degli elementi che compongono St. Horto (foto di Ofl Archtecture)

St. Horto, progettato da Ofl Archtecture, è il primo prototipo di giardino interattivo che intende costituire un’ideale sinergia tra architettura, natura, musica e funzione sociale.

Foto della presentazione del progetto a Palazzo dei Congressi, Roma (foto di Ugo Salerno, Anotherstudio)

Il nome St. Horto deriva da un gioco di parole che utilizza l’unione di due termini, il primo inglese, l’altro italiano. St, lascia intuire un elemento sacro, come è stato lo spazio del giardino nel passato; horto individua lo spazio medievale dell’hortus conclusus, definito dalla componente rustica delle piante essnziali e spesso coltivate.

Abaco progettuale degli elementi triangolari che compongono St. Horto (foto di Ofl Archtecture)

I termini si fondono nell’idea di disordine vitale, sintesi leggibile nella lettura del temine risultante dai precedenti: storto.

Particolare degli elementi sostenuti da tiranti (foto di Ugo Salerno, Anotherstudio)

Ed è proprio dall’idea di un elemento storto che trova avvio il disegno progettuale. Esso si compone di elementi sostenuti da una ragnatela di tiranti che definiscono spazi verdi, destinati ad aree di socializzazione in cui è pure possibile la pratica di attività di coltivazione.

Vista sugli elementi progettuali durante la presentazione di St. Horto (foto di Ugo Salerno, Anotherstudio)

L’osservazione dei metodi di filatura dei lanifici, in cui più fili si intercciano a formare un unico elemento filato, ha suggerito la disposizione degli elementi tirantati che definiscono uno spazio vibratile, configurabile secondo differenti aggregazioni.

Particolare dell’elemento progettato per la (foto di Ugo Salerno, Anotherstudio)

Gli spazi risultanti sono asimmetrici ma proporzionati, costruiscono prospettive insolite in cui si susseguono triangolazioni piene e vuote, pensati principalmente per la funzione didattica.

Vista d’insieme degli spazi definiti dal progetto (foto di Ofl Archtecture)

A questo scopo St. Horto è stato pensato per essere completato sia da strumenti tecnologici per il monitoraggio dei fattori ambientali, sia da software come Arduino che ne permettano la movimentazione con la contemporanea emissione di suoni: elementi capaci di determinare un’esperienza plurisensoriale dello spazio.

 

 

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