Un grattacielo che respira a New York

Immagine di Iad

Lo studio europeo Iad (Independent Architectural Diplomacy) ha ottenuto una menzione speciale per il progetto “New York Breathing Machine”, un “supergrattacielo” a Manhattan che funziona ad “energia positiva”. La proposta collega interno ed esterno mediante un’armatura reticolare: tre moduli che ospitano residenze, uffici ed un hotel sono collegati da percorsi a spirale che salgono tra giardini pubblici verticali, che fungono da polmone verde dell’edificio.

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A livello stradale, un centro commerciale ed un’area congressi aprono l’angolo tra la 125 Ovest e la Broadway ad un uso commerciale e pubblico.

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Il progetto può realmente essere considerato come un apparato respiratorio: la struttura raggiunge la neutralità carbonica attraverso l’utilizzo di pannelli solari e microturbine, avvalendosi dei flussi di conduzione naturali.

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La facciata sfrutta in maniera attiva le condizioni meteorologiche favorevoli, consentendo la gestione  delle correnti d’aria tra interno ed esterno dell’aria modulandone temperatura ed flusso.

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La vegetazione del giardino verticale comprende sempreverdi e conifere, che proteggono dai venti ed evitano l’effetto del tunnel d’aria tra i vuoti strutturali che si creano tra i tre moduli.

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