Un incastro. La Keret House di Jakub Szczęsny a Varsavia

Gli spazi interni dell'edificio sono molto luminosi, seppur la Keret House sia inserita tra due edifici, dall'alto penetra una forte luce naturale (foto di Bartek_Warzecha)
Gli spazi interni dell’edificio sono molto luminosi, seppur la Keret House sia inserita tra due edifici, dall’alto penetra una forte luce naturale (foto di Bartek_Warzecha)

La Keret House ha addirittura una propria pagina Wikipedia. Non tutti i progetti di architettura possono vantare questo privilegio. Ed oltre a questo dato, se ne aggiunge un altro di natura statistica: la Keret House è la casa più stretta di Varsavia, e (molto probabilmente) del mondo intero. Indipendentemente dai presunti guinness dei primati, la Keret House è un edificio unico che, seppur nelle sue piccolisime dimensioni, diventa icona per l’architettura contemporanea e per ciò che rappresenta, riassumendo un’enorme complessità. Dal punto di vista della storia: situato tra il numero 22 di Chłodna Street  ed il numero 74 di Żelazna Street a Varsavia, la Keret house ha il difficile compito di inserirsi in un contesto storico denso di significato. I due edifici tra cui s’incastra rappresentano infatti le due epoche che contraddistinguono la città polacca.

Il render illustra la disposizione degli ambienti interni dell'edificio, distribuiti su tre piani (foto di Bartek_Warzecha)
Il render illustra la disposizione degli ambienti interni dell’edificio, distribuiti su tre piani (foto di Bartek_Warzecha)

L’edificio situato al numero 74 di Żelazna Street è infatti uno dei pochi frammenti sopravvissuti alla seconda guerra mondiale, mentre il secondo (un condominio di nuova costruzione) rappresenta la Polonia nuova, quella ricostruita a partire dall’ultima guerra mondiale. La Keret House è anche un “esercizio” complicato di incastri: con i suoi 92 centimetri di larghezza nella parte più stretta, ed i 152 sul lato più ampio, è tra le case più strette del mondo, ed anche tra quelle con la superficie calpestabile più ridotta tra le costruzioni attuali.

La Keret House si trova a Varsavia tra il numero 22 di via Chlodna ed il numero 74 di via Zelazna. Due operai studiano le dimensioni dell'area di progetto, prima che la Keret House venga costruita  (foto di Bartek_Warzecha)
La Keret House si trova a Varsavia tra il numero 22 di via Chlodna ed il numero 74 di via Zelazna. Due operai studiano le dimensioni dell’area di progetto, prima che la Keret House venga costruita (foto di Bartek_Warzecha)

Poco più di 4 sono infatti i metri quadrati di superficie che ospitano le funzioni basiche dell’edificio, pensato per soggiorni di massimo un paio di mesi, all’interno di un programma culturale che prevede la permanenza di scrittori che utilizzeranno l’edificio per programmi di “artist in residence” (residenza temporanea per artisti). Prende spunto dalle case Olandesi, edifici stretti e alti che sono ormai entrati a far parte dell’immaginario comune, così come molto chiari sono i riferimenti al giappone, ed alla ricerca verso un pragamtismo e funzionalismo distributivo portato in questo caso al limite.

Cucina e bagno sono ricavati all'interno del lato più ampio del trapezio della pianta. Nonostante gli spazi ridottissimi, sono presenti tutte le funzioni necessarie per poter vivere in comodità (foto di Bartek_Warzecha)
Cucina e bagno sono ricavati all’interno del lato più ampio del trapezio della pianta. Nonostante gli spazi ridottissimi, sono presenti tutte le funzioni necessarie per poter vivere in comodità (foto di Bartek_Warzecha)

L’ingresso avviene al livello della strada, attraverso una scalinata che porta al primo piano, che a sua volta ospita un soggiorno con cucina ed un bagno di dimensioni minime. La somma di questi ambienti non raggiunge i 3 metri quadrati. L’accesso al secondo piano avviene tramite una scala addossata alla parete, che porta alla zona notte, con un letto ad una piazza ed una piccola scrivania per lavorare.

La stanza da letto si trova all'ultimo piano, ed è accessibile attraverso una scala verticale addossata alla parete laterale dell'edificio. La zona per dormire ospita un letto singolo, ed è molto illuminata grazie alla luce che penetra grazie al materiale trasparente utilizzato pel costruzione della copertura (foto di Bartek_Warzecha)
La stanza da letto si trova all’ultimo piano, ed è accessibile attraverso una scala verticale addossata alla parete laterale dell’edificio. La zona per dormire ospita un letto singolo, ed è molto illuminata grazie alla luce che penetra grazie al materiale trasparente utilizzato pel costruzione della copertura (foto di Bartek_Warzecha)

La casa è anche un esperimento artistico a 360 gradi voluto da Jakub Szczęsny, architetto associato al gruppo di architettura polacco Centrala. Jakub, con l’aiuto dell’ammistrazione locale, e la spinta di una serie di sponsor pubblici e privati, è riuscito nella realizzazione di un progetto che, seppur attirando l’attenzione per la sua peculiarità più evidente legata alle dimensioni ridottissime, coglie aspetti di profondità e storia che vanno oltre all’esercizio costruttivo che si traduce nell’incastro tra i due edifici esistenti.

Lo spazio è stretto e calcolato nei minimi dettagli, in modo da poter inserire le funzioni basiche per poter vivere per brevi periodi di tempo (foto di Bartek_Warzecha)
Lo spazio è stretto e calcolato nei minimi dettagli, in modo da poter inserire le funzioni basiche per poter vivere per brevi periodi di tempo (foto di Bartek_Warzecha)

La casa, pur pensata per essere utilizzata da diversi artisti e scrittori, prende il nome dal primo “ospite”: Etgar Keret, scrittore e regista israeliano, vero e proprio “ambasciatore” del progetto.

Sezione longitudinale.L'edificio è suddiviso in 2 piani rialzati, ai quali si accede dal livello della strada attraverso un piccolo ingresso
Sezione longitudinale.L’edificio è suddiviso in 2 piani rialzati, ai quali si accede dal livello della strada attraverso un piccolo ingresso

L’idea che sta alla base del progetto culturale, è comunque quella di una struttura temporanea, che rimarrà attiva almeno fino al 2016, anno in cui Breslavia (città polacca situata ai confini con la Repubblica Ceca) si trasformerà in capitale della culturale europea e tutti potranno visitare l’edificio e proporre attività di breve durata per portarlo al centro del calendatio culturale della città.
Keret House, installazione artistica aperta alla città
L’idea della Keret House è anche quella di essere aperta al pubblico. Al turista, curioso di conoscere gli interni dell’edifcio più stretto al mondo, così come al cittadino locale, che può bussare alla porta dell’edificio in qualsiasi momento, chiedendo all’artista ospite di aprire le porte di casa.

L'ingresso alla residenza avviene dal piano del terreno, attraverso una piccola scala che conduce all'interno al primo piano (foto di Bartek_Warzecha)
L’ingresso alla residenza avviene dal piano del terreno, attraverso una piccola scala che conduce all’interno al primo piano (foto di Bartek_Warzecha)

La Keret House è stata pensata per ospitare scrittori per brevi periodi, ma allo stesso tempo vuole essere una vera e propria installazione artistica in città, e come tutte le opere d’arte, deve mantenere vivo l’aspetto della visitabilità. Come riportato in un’intervista realizzata dall’architetto progettista Jakub Szczęsny – «La Keret House deve rimanere aperta agli abitanti della città, così come agli “aficionados” di architettura, come avviene per tutti gli altri edifici che suscitano interesse» – Così sarà fino almeno al 2016, anno in cui Breslavia, cittadina polacca di poco più di 600mila abitanti, diventerà capitale europea della cultura, e verrà richiesto a vari artisti di organizzare per circa due ore al giorno attività culturali come incontri, mostre e dibattiti, aperte ai cittadini ed ai curiosi.
Jakub Szczęsny
13_ProgettistaJakub studia architecttura presso il “Warsaw Institute of Technology”, “L’Ecole d’Architecture Paris La Defense” e la “Escuela Tecnica Superior de Barcelona”. Dopo aver lavorato per un periodo come illustratore e artista freelance ha co-fondato Centrala, un collettivo di artisti e architetti che opera a Varsavia dal 2001.
Tra le opere di maggior rilievo realizzate, oltre alla Keret House, son da menzionare l’istituto Cervantes a Varsavia e l’Ohel (Padiglione temporaneo per il museo ebraico di Varsavia). Ha inoltre realizzato numerosi interventi legati allo spazio pubblico in Europa, America Latina, Medio Oriente e Australia. Insegna presso il Warsaw Institute of Technology e alla Warsaw School of Fine Arts Departament of Design, dove ha anche frequentato gli studi di dottorato.

 

SCHEDA
Keret House
Tipologia
Abitazione/Installazione artistica
Organizzatore dell’iniziativa
Polish Modern Art Foundation
Co-Finanziato da
City of Warsaw

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