Un museo per non dimenticare

Inaugurato lo scorso 19 aprile alla presenza di venti capi di stato, il Museo della storia degli ebrei polacchi è un edificio costruito davanti al monumento degli Eroi del Ghetto, nel quartiere Muranów di Varsavia. Vede la luce dopo molti anni di attesa per ospitare mostre ed eventi che testimoniano della vivace comunità ebraica che fiorì in Polonia. L’edificio, progettato dagli architetti finlandesi Rainer Mahkamäki, Ilmari Lahdelma, ha una superficie complessiva di quasi 13mila metri quadrati, di cui 4.300 di spazi espositivi, che ne fanno il più grande museo europeo dedicato alla storia degli ebrei. È caratterizzato da un corpo in cemento, vetro e rame prepatinato: quest’ultimo ricopre sia le facciate che le pareti interne dell’auditorium.

La facciata ha una doppia “pelle”: quella esterna è in rame corrugato e prepatinato, alternato con vetro; in questa maniera l’aspetto esterno del museo sembra cambiare dinamicamente  a seconda della luce e della posizione dell’osservatore. Il rame ha la sua caratteristica colorazione verde-blu, mentre il vetro è inciso con motivi astratti, ma che possono richiamare le lettere dell’alfabeto ebraico. Lo spazio tra le due pelli è illuminato, consentendo di creare l’effetto di una lanterna che rispende nello spazio urbano.

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