Un nuovo inizio con Sphera

 

Sphera è divisa in zone, dal basso in alto: produzione di beni, ricerca e didattica, uso misto e residenziale.
Scopo di Sphera è ospitare una nuova civiltà a impatto ambientale nullo, per rinaturalizzare la superficie terrestre. Gli edifici storici e di pregio architettonico sono gli unici superstiti della civiltà precedente. Piste per il trasporto ad alta velocità collegano fra loro tutte le unità Sphera, creando una società realmente globale

Sulle macerie della civiltà delle metropoli, una serie di arche “sferiche” autosufficienti e sostenibili accolgono una nuova umanità, permettendo la rinascita della superficie terrestre.

Autorevoli previsioni sulle tendenze socio-economiche a livello planetario stimano, entro il 2050, la quadruplicazione degli attuali volumi della produzione e degli scambi di merci e servizi. Questo sviluppo impetuoso dell’economia globale avrà un impatto notevole sul cambiamento climatico, la biodiversità, la disponibilità di risorse naturali e la salute della popolazione mondiale, soprattutto per effetto dell’aumento della qualità della vita.

Migrazione degli abitanti
Fase 1: alta densità urbana; Fase 2: migrazione; Fase 3: megalopoli abbandonate
Demolizione automatizzata
Fase 1: trasporto dei demolitori; Fase 2: demolizione dell’area urbana; Fase 3: conservazione dei beni storici
Sphera: processo costruttivo
Fase 1; Fase 2; Fase 3

Aumenterà la domanda di energia e di acqua, di prodotti agricoli e industriali, e la durata media della vita si innalzerà ulteriormente. Ma anche la produzione di rifiuti e di sostanze inquinanti è destinata a crescere al punto che, soprattutto per effetto della concentrazione nei centri abitati, entro il 2100 l’inquinamento atmosferico delle metropoli diventerà la principale causa di mortalità, assieme alla scarsità d’acqua potabile.

Nell’arco di poco più di un secolo, le megalopoli saranno abbandonate e riutilizzare per costruire le unità Sphera.
La costruzione di Sphera inizia dal nucleo, collegato a terra con i serbatoi per acqua, energia, beni e materiali riciclati.
Un condotto centrale verticale fornisce fluidi, energia e segnali e permette il trasporto di persone e merci
Le zone pubbliche con i servizi collettivi e le aree residenziali sono situate al vertice del nucleo

Due giovani architetti italiani, Sebastiano Maccarrone e Santi Musmeci, hanno preso come punto di partenza questo scenario per presentare una soluzione radicale al problema della sostenibilità dei grandi agglomerati urbani. Il principio è semplice: indipendentemente dalle culture di appartenenza, ogni essere umano ha bisogni di base – aria e acqua pulite, nutrimento e cure mediche, istruzione, lavoro e relazioni sociali – che devono essere soddisfatte in modo sostenibile.

Sistemi di riciclaggio 5%; Sistemi energetici 10%; Produzione alimentare 20%; Produzione dei beni di consumo 10%; Sistemi di trasporto 5%; Funzioni miste/Residenza 40%; Residenza 10%

Sphera propone il superamento del limite dell’espansione urbana nelle due dimensioni, con la creazione di un nuovo ambiente artificiale concepito per rigenerare il territorio antropizzato. Il progetto si basa sulla demolizione sistematica delle grandi metropoli, attuata mediante enormi demolitori meccanici che, attraverso il riciclaggio dei materiali che compongono il tessuto edificato, produrranno i componenti per le Unità Sphera.

La zona di produzione, situata nella parte inferiore del nucleo, permette la costruzione automatizzata di Sphera. Aree verdi e livelli abitati compongono un ambiente accogliente e sano, attraversato dalla griglia dei trasporti. Ogni unità Sphera può accogliere fino a quattro milioni di abitanti, distribuiti sull’intera superficie terrestre. Lo scudo raccoglie e purifica l’acqua piovana, filtra l’aria e genera energia, permettendo l’accumulo delle risorse.

Grazie a sistemi energetici rinnovabili e all’uso di tecnologie sostenibili, questi enormi globi autosufficienti, in grado di ospitare fino a quattro milioni di persone, accoglieranno un nuovo ambiente antropizzato, a impatto ambientale nullo, dotato di tutto l’occorrente per la vita umana. La superficie terrestre, rinaturalizzata, potrà così tornare a essere l’Eden dal quale ha preso origine la nostra specie.

 

Sistemi a captazione solare producono l’energia necessaria, poi stoccata in un accumulatore ipogeo. Schermi che ruotano seguendo il sole regolano il livello di illuminazione, mentre le superfici interne riflettono la luce verso il basso.Lo scudo protegge dall’inquinamento atmosferico e purifica l’aria, immettendola nello spazio interno e restituendola all’ambiente esterno. Turbine eoliche producono energia elettrica, anch’essa accumulata nel sottosuolo.

Legenda: 1 Condotto principale; 2 Accumulatori di energia; 3 Stoccaggio dell’acqua; 4 Torri direzionali; 5 Area produttiva alimentare; 6 Area produttiva industriale; 7 Sistemi di riciclaggio; 8 Laboratori di ricerca; 9 Area gestionale; 10 Sistema di trasporto; 11 Terminal passeggeri; 12 Terminal merci; 13 Piattaforma per velivoli; 14 Spazi culturali; 15 Svago; 16 Residenze sostenibili; 17 Residenze; 18 Sport indoor e all’aperto

La raccolta dell’acqua piovana è affidata a sistemi posti sullo scudo. Lungo il tragitto verso i serbatoi sotterranei l’acqua attraversa sistemi di depurazione e, per caduta gravitazionale, produce energia.

La ventilazione naturale è ottenuta mediante aperture poste sull’involucro, equipaggiate con dispositivi di estrazione dell’ossigeno dal biossido di carbonio. L’aria circola grazie all’effetto camino.

 

Sebastiano Maccarrone, Santi Musmeci_ +Out

Dopo il conseguimento della Laurea all’Università La Sapienza di Roma, Sebastiano Maccarone e Santi Musmeci hanno  collaborato con numerosi studi di architettura italiani e cinesi, partecipando a diversi concorsi e conseguendo anche il Master di secondo livello in Architectural and Urban Design. Insieme hanno costituito +Out, uno studio di progettazione multidisciplinare che, in base agli impegni personali e alle rispettive competenze, raggruppa giovani professionisti provenienti da ogni parte del mondo su progetti specifici come il concorso di idee per l’Aeroporto Internazionale di Tianjing (Repubblica Popolare Cinese), nel quale si sono classificati al primo posto.

di Fabrizio Corbe

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