Un nuovo massetto premiscelato fibrorinforzato per il Duomo di Atri

Vista del Duomo di Atri (foto di Laterlite)
Vista del Duomo di Atri (foto di Laterlite)

Dichiarata monumento nazionale, per le sue caratteristiche storiche, culturali e architettoniche, la Basilica di Santa Maria Assunta di Atri è ritenuta una delle più interessanti, tra le architetture monumentali nell’Italia centro meridionale.

Vista dei lavori di rifacimento della pavimentazione del Duomo (foto di Laterlite)
Vista dei lavori di rifacimento della pavimentazione del Duomo (foto di Laterlite)

Intervenire su manufatti di simile valore storico richiede non solo la massima cura e sapienza progettuale, ma anche le migliori capacità esecutive e di scelta delle soluzioni materiche e costruttive. Nel caso del rifacimento delle pavimentazioni del Duomo di Atri la scelta è caduta sul massetto radiante PaRis 2.0, il premiscelato fibrorinforzato a veloce asciugatura, antiritiro e basso spessore, specificatamente studiato da Laterlite per la realizzazione di massetti nei sistemi di riscaldamento radiante.

Per il massetto è stato scelto PaRis 2.0, fibrorinforzato e a limitato ritiro  (foto di Laterlite)
Per il massetto è stato scelto PaRis 2.0, fibrorinforzato e a limitato ritiro (foto di Laterlite)

Il nucleo originario della chiesa di Atri ha una datazione molto antica: se ne ha menzione per la prima volta nel 958 in un documento di Ottone I. Costruita con probabilità sulle rovine delle terme romane, la chiesa fu successivamente demolita, quindi, nel XI secolo, ricostruita con dimensioni simili a quelle attuali ma più bassa e a cinque navate. La nuova chiesa fu consacrata a “Sancta Maria de Atria” e poi a Santa Maria Assunta, citata nella bolla di Papa Innocenzo II del 1140 e affidata ai monaci cistercensi che costruirono il convento con chiostro. Nel 1251, poi, viene elevata al rango di cattedrale. Da allora si sono susseguiti non solo lavori di ampliamento e di restauro, ma anche un’importante arricchimento delle collezioni pittoriche e monumentali che adornano il luogo sacro.

In epoca moderna, va ricordato che dal 1954 al 1964 furono realizzati imponenti lavori di restauro, che diedero alla chiesa l’aspetto attuale: soprattutto, venne rifatto tutto il pavimento, si demolirono le volte della navata centrale e sostituita la copertura con un tetto di cemento rivestito di legno, infine, per rendere visibili i mosaici romani delle antiche terme fu rialzato il presbiterio e furono posate delle lastre di vetro.

PaRis 2.0 è studiato per la realizzazione di massetti nei sistemi di riscaldamento radiante (foto di Laterlite)
PaRis 2.0 è studiato per la realizzazione di massetti nei sistemi di riscaldamento radiante (foto di Laterlite)

La storia della cattedrale di Atri le trasformazioni avvenute nel corso dei secoli sono state quindi l’orizzonte con cui il recente restauro conservativo si è confrontato.

I lavori, che sono stati diretti Taraschi con la collaborazione di Luca Falconi Di Francesco ed eseguiti da Edilcostruzioni Group Montorio al Vomano, hanno richiesto alcuni anni per ottenere un risultato eccellente nonostante l’indubbia complessità dell’intervento.

Tra i vari lavori previsti dal progetto, il rifacimento delle pavimentazioni ha potuto rinnovare le condizioni di stabilità e planarità delle superfici. Per l’intervento, committenza e progettisti hanno previsto d’inserire, nello strato orizzontale, un sistema di riscaldamento radiante finalizzato al miglioramento sia del comfort per i fedeli che delle gestione termica complessiva del luogo sacro.

Vista del Duomo alla conclusione dei lavori (foto di Laterlite)
Vista del Duomo alla conclusione dei lavori (foto di Laterlite)

La soluzione per la realizzazione del massetto è stata individuata in PaRis 2.0 di Laterlite: un premiscelato fibrorinforzato a veloce asciugatura, antiritiro e basso spessore, distribuito in sacchi, pratici e pronti all’uso. Dotato di elevata resistenza a compressione e tempi di asciugatura veloci, la soluzione garantisce il limitato ritiro, permettendo di effettuare anche la posa in opera con basso spessore e senza dover applicare reti o giunti di rinforzo, arrivando a realizzare riquadri senza giunti fino a 150 metri quadrati.

I vantaggi principali per questo tipo di utilizzo consiste nell’elevata conducibilità termica, molto superiore ai massetti tradizionali; e nella presenza delle fibre metalliche amorfe inossidabili che consentono sia il rinforzo in termini di resistenza meccanica che l’omogenea e uniforme distribuzione del calore, senza dover aggiungere termo fluidificanti.

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