Un tuffo a Berlino

Nel centro storico di Berlino, i fratelli Edler ipotizzano di trasformare le acque dello Sprea in una piscina all’aperto (foto di Realities United)

Una nuova consapevolezza del rapporto fra città e risorse naturali, mediato da tecnologie ecologiche che enfatizzano potenzialità d’uso alternativo dello spazio costruito, permea il progetto per la rivitalizzazione di un bacino navigabile.

L’area di accesso alla scalinata è in diretta continuità con il Lustgarden, il “giardino dei piaceri” disegnato da Peter Joseph Lenné come punto di inizio dell?Unter den Linden (foto di Realities United)

Flussbad è un progetto sviluppato da Realities United con l’intento di riqualificare un’area marginale del sistema degli spazi urbani del centro di Berlino, restituendola alla fruizione degli abitanti attraverso la realizzazione di una piscina a cielo aperto. L’intervento interessa un braccio d’acqua navigabile lungo 745 metri, inutilizzato da più di un secolo, e propone la rivitalizzazione dell’infrastruttura esistente per la pratica sportiva, lo svago e il relax.

Il pontile di testa è dotato di blocchi di partenza e di accessori necessari per manifestazioni pubbliche e gare informali (foto Realities United)

Semplice, efficace e ricco di potenzialità, Flussbad si distingue per l’uso esclusivo di risorse locali, prima fra tutte l’acqua della Sprea che, opportunamente depurata, permette la creazione del bacino balneabile pubblico. Proprio per il suo positivo impatto ambientale, il progetto è stato recentemente insignito del prestigioso Holcim Awards Gold 2011.

L’eliminazione della cesura esistente nel pieno centro della città, rappresentata dall’antico canale, è l’occasione per la riappropriazione di uno spazio urbano rimodellato a misura d’uomo. La trasformazione delle sponde persegue il duplice obiettivo di consentire l’accesso ai bagnanti e di offrire un luogo di sosta e svago a cittadini e turisti.

La costruzione della gradinata lungo il molo del Lustgarten, della passerella, degli spogliatoi e dei servizi per i bagnanti, come anche la realizzazione del sistema di depurazione naturale dell’acqua del fiume posto a monte dell’invaso, sono caratterizzate dal limitatissimo impiego di materiali ed energia, perciò minivasive sotto il profilo ambientale.

L’intero bacino navigabile è completamente ripensato per garantire la massima accessibilità ad abitanti e turisti (foto di Realities United)

L’introduzione di tecnologie naturali a sostegno della nuova funzione realizza un vero e proprio ciclo dell’acqua, parallelo e strettamente connesso all’ecosistema fluviale, capace di auto-sostenersi senza richiedere ulteriori input energetici oltre a quelli già esistenti nel sito – il sole, l’acqua, l’aria e le piante – aumentando la biodiversità in un contesto altamente artificiale com’è quello urbano.

L’uso del tratto di Sprea che attraversa il centro di Berlino nell’arco dei secoli, con proiezione al 2050, ovvero con il progetto Flussbad realizzato da almeno mtrent’anni (foto di Realities United)

Lo stesso percorso progettuale è risultato intrinsecamente sostenibile: «Crediamo che l’archetipo dell’architetto quale autocrate creativo e intraprendente sia obsoleto – sostiene Tim Edler anche a nome del fratello Jan. Lo sviluppo del mondo contemporaneo è guidato dall’interazione attraverso sistemi a rete, nei quali il flusso di lavoro è più simile a quello dei media, dello spettacolo e delle arti visive. Perciò anche il processo creativo dell’architettura necessita di partecipazione, di cooperazione e reciproca assistenza: i contributi individuali si sommano insieme per conseguire gli esiti attesi».

Nel centro di Berlino, il rapido aumento della popolazione dal 1990 ha ridotto la disponibilità di spazi aperti nel tessuto cittadino (foto di Realities United)

Flussbad risponde alla scarsità di spazi per lo sport e lo svago che si registra nel centro di Berlino, risultato del rapido aumento della popolazione seguito alla caduta del Muro e alla parallela riduzione di spazi aperti nel tessuto cittadino. Al di là delle sue implicazioni pratiche, il progetto è altamente simbolico non solo perché in netta antitesi con la politica di sviluppo edilizio che ha caratterizzato l’ultimo ventennio, ma soprattutto perché propone una soluzione sostenibile e facilmente realizzabile al fondamentale quesito del rapporto fra lo sviluppo della città del 21esimo secolo e le potenzialità latenti di un approccio sostenibile alle trasformazioni urbane.

«L’architettura è costruzione di attualità, deve creare e rendere possibile, deve saper fare delle scelte usando materia e informazione, statica e dinamica, tradizione e progresso. L’architettura deve creare connessioni, deve espandersi attraverso la scoperta e l’esplorazione di potenzialità nascoste o inutilizzate. Siamo per un opportunismo radicale e ottimista, aperto alla tecnologia a patto che porti ai risultati desiderati».

Le attrezzature e i servizi per la balneazione sono situati nel tratto centrale del canale, nei pressi dell’Unter den Linden (foto di Realities United)

Il rapporto fra ambiente e tecnologia è chiamato direttamente in causa da Flussbad e dalla sua potenziale replicabilità in diversi contesti urbani. Il fiume non è inteso solo come una via di trasporto e di smaltimento dei reflui urbani, ma costituisce la principale risorsa naturale di Berlino, città di fondazione nata proprio grazie all’ampia disponibilità d’acqua dolce. La possibilità di nuotare nell’acqua del fiume, divertendosi in piena sicurezza, costituisce un importante messaggio di consapevolezza rispetto al proprio corpo, allo spazio urbano che lo ospita e all’ambiente naturale nel quale ciascuno di noi vive.

Più qualità alla vita urbana

Iniziato nel secondo dopoguerra e accelerato dopo la riunificazione, il processo di musealizzazione del centro storico di Berlino è incardinato sulla cosiddetta Museumsinsel, l’isola dei musei, un lembo di terra delimitato dal corso della Sprea e dal Kupfergraben, un canale navigabile realizzato durante il XV secolo per facilitare la navigazione fluviale. In quel tratto, infatti, il fiume presenta un dislivello utilizzato fin dal medioevo per la produzione di energia mediante mulini.

Il centro storico di Berlino è caratterizzato dalla presenza di edifici museali di elevvato valore architettonico (foto di Realities United)

Dal 1894, con la realizzazione di una nuova chiusa, il traffico navale riprese a transitare sul fiume: le aree balneabili a valle dello sbarramento divennero impraticabili per i berlinesi mentre gli approdi lungo il canale furono dismessi, spostando i traffici commerciali dall’arteria monumentale dell’Unter den Linden.

Il progetto Flussbad, sviluppato autonomamente da Realities United, è oggi sostenuto dall’associazione Kunst und Technik che mira alla riappropriazione del centro storico, sede delle istituzioni federali e meta di circa un milione di turisti ogni anno, da parte degli abitanti della capitale. La grande piscina «en plein air» è infatti considerata una concreta opportunità di restituire significato urbano al Kupfergraben, trasformandolo da un’infrastruttura inutilizzata in un elemento di innalzamento della qualità della vita urbana.

Con le piante è meglio

Il bacino del Kupfergraben, l’antico canale navigabile interessato dal progetto Flussbad, è lungo circa 1.700 metri. Il tratto a monte, lungo quasi un chilometro e ampio complessivamente 1,8 ettari, è interamente occupato da un sistema di depurazione naturale dell’acqua della Sprea, che ha lo scopo di rendere balneabile l’acqua della piscina all’aperto.La biofitodepurazione sfrutta l’attività di degradazione delle sostanze organiche ad opera dei batteri, aerobi ed anaerobi, che mineralizzano i composti organici complessi trasformandoli in sostanze nutrienti assimilabili dagli apparati radicali delle piante.

Sezione schematica del sistema di depurazione dell’acqua del fiume (foto di Realities United)

Il sistema proposto dal progetto Flussbad, a filtrazione vegetale, è fra i più semplici da realizzare: è composto da un letto di ghiaia spesso circa 2 metri, soprastante uno strato di terriccio, sul quale crescono canne e arbusti il cui apparato radicale è immerso nel flusso di adduzione proveniente dal fiume. L’acqua così depurata viene raccolta da un collettore sotterraneo che la immette, a valle, nella piscina.

Sezione schematica del bacino balneabile (foto di Realities United)

L’intero ciclo permette la metabolizzazione degli inquinanti da parte di un elevato numero di specie vegetali ed animali: l’efficacia di un sistema di depurazione naturale dipende dalla valorizzazione della vita dell’intero habitat che viene creato e non dallo sfruttamento delle capacità di assorbimento di una o poche specie vegetali.

di Martino Paradiso