Un “villaggio” al centro del paesaggio

La valorizzazione delle risorse umane e la salvaguardia delle risorse naturali, ponendo l’architettura come ‘trait d’union’ tra passato e futuro di un’azienda innovativa come Eni, sono i principi ispiratori della proposta progettuale di Hok (capoprogetto), Bcv e Technion. Un progetto che ha tra i suoi obiettivi quello di «creare un luogo tranquillo, ma straordinario, con un impatto sorprendente che non si limita “alla prima impressione”, ma che si esprime nell’utilizzo quotidiano. Un’architettura, ispirata dalla natura, capace di favorire l’evoluzione dell’individuo e del modo di lavorare e di incrementare le attività sociali e relazionali tra le persone.

Per questo gli spazi sono stati distribuiti come a creare una sorta di “villaggio” al centro di un paesaggio semi-agricolo, da cui emergono, attraverso fessure ed innalzamenti tettonici del sito, gli edifici stessi,  una metafora della missione Eni. La volumetria, solo apparentemente complessa, è in realtà generata da una sezione semplice, modificata in base all’analisi dell’esposizione ai raggi solari. Le facciate sono dotate di  frangisole in pietra ricostituita, elementi in ottone, legno e di un sistema innovativo per la generazione di bio-energia tramite la fotosintesi di alghe.  Questo rivestimento ad alta prestazione, pur avendo un aspetto compatto,  è in realtà forato e permette alla luce di filtrare all’interno, creando, soprattutto al crepuscolo,  un aspetto molto suggestivo».

di Francesca Malerba

Scheda
Gruppo di progettazione
Hok (capoprogetto), Bcv, Technion
Progetto architettonico, Interni, Paesaggio, Sostenibilità
Hok
Progetto strutture
Bcv
Progetto impianti
Technion
Design team/ collaboratori:   
Hok: Mark Cannata (capoprogetto),  Larry Malcic, Steve McGrane,  Charlotte Goguel, Joyce Chan, Tim DeAlwis, Angus Kennedy
Bcv: Renzo Buzzi, Alberto Vintani
Technion: Raul Cassinelli
 
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