Una casa mobile in Antartide

Foto di Hugh Broughton Architects

Dal 5 febbraio 2013 è ufficialmente aperta la prima base di ricerca scientifica autosufficiente operativa sulla piattaforma di ghiaccio galleggiante Brunt in Antartide, a circa 900 miglia dal Polo Sud, progettata dallo studio  britannico Hugh Broughton Architects in partnership con Aecom e costruita da Galliford Try per il British Antartic Survey.

Foto di British Antarctic Survey

La Halley IV Antartic Research Stationè dotata di una sorta di “sci idraulico” che le consente essere trasportata sverso l’interno compensando il progressivo scivolamento della piattaforma verso il mare, ed evitando in tale modo di andare ad incrementare le numerose stazioni abbandonate già presenti.

Foto di Sam Burrell

Per soddisfare l’esigenza della massima flessibilità, il progetto è basato sul concetto di modularità: i diversi elementi  possono essere utilizzati per una vasta gamma di attività che vanno dai laboratori alle camere da letto, alle aree ricreative sino centri di energia. L’approccio modulare comporta inoltre vantaggi in termini di, facilità di costruzione, manutenzione, trasferimento, di sicurezza antincendio, acustica e robustezza.

Foto di Hugh Broughton Architects

Due le piattaforme modulari, sulle quali è incentrata la stazione: la piattaforma settentrionale fornisce l’habitat principale, mentre quella meridionale contiene i moduli scientifici

Al centro degli elementi blu è posto il modulo rosso, il cuore della piattaforma, dove sono ospitati gli spazi ricreativi e sociali.

Foto di Antony Dubber

L’impianto si presenta come un ospite in Antartide, piuttosto che come un residente: il processo costruttivo è avvenuto utilizzando metodologie  a basso impatto ambientale, il ciclo di vità è studiato in manieta da non modificare l’ambiente ed, una volta terminato il suo compito, potrà essere spostato o smontato senza lasciare tracce.

Foto di Karl Tuplin
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