Una casa per Fernando Pessoa

Un muro di pietra come un rudere incastonato nel paesaggio è il progetto di Filipe Paixao, destinato nell’immaginario, al poeta Fernando Pessoa.

Il muro diviene giardino e paesaggio (foto di Filipe Paixao)

La casa di pietra è ispirata alla fantasia del grande scrittore del portogallo modernista, poeta noto per la creazione dei suoi diversi pseudonimi e dei numerosi personaggi letterari, ciascuno con una propria caratteristica, capace di stabilire una risonanza autobiografica con l’autore.

Lo studio per lo scrittore Fernando Pessoa (foto di Filipe Paixao)

L’architettura segue la topografia naturale del suolo, e sembra essere semplicemente un muro che si ripiega su sé stesso per formare un paesaggio antico, disegnare la linea del cielo.

La stanza per il personaggio “autobiografico” Alberto Caeiro. (foto di Filipe Paixao)

Scrivendo, e usando la sua vita come tramite, Pessoa ha dato spazio a numerosi personaggi, alcuni dei quali assumono, in consistenza ed estensione delle pagine ad essi dedicate, particolare importanza per comprendere la figura del poeta. Pessoa desidera essere una persona diversa, forse è questo il motivo fondamentale della simulazione persistente del sé.

Il luogo di scrittura di Álvaro De Campos, altro io di Pessoa (foto di Filipe Paixao)

“Essere poeta non è una mia ambizione. È la mia maniera di stare solo”. In questo senso la casa di pietra racchiude perfettamente l’anima solitaria del poeta ed ugualmente la sua molteplicità. La casa, infatti, è essenziale ma sufficiente per contenere i luoghi abitabili, solitaria, affacciata sul mare in lontananza che è parte importante della memoria del poeta, immersa nel verde della campagna dell’isola di Terceira, in Portogallo.

La stanza di Ricardo Reis, ennesimo alterego letterario del poeta. (foto di Filipe Paixao)

Eppure i suoi ambienti interni si moltiplicano in stanze pensate per riflettere, ciascuna, uno di quei personaggi principali a cui l’autore ha dato vita.

Planimetria della casa di pietra (foto di Filipe Paixao)

Variano negli ambienti le dimensioni e geometrie, e con esse, il filtrare della luce secondo l’immaginario modificarsi della personalità.

Sezione sulla stanza di Álvaro De Campos e di Alberto Caeiro, con al centro parte del giardino interno (foto di Filipe Paixao)

Ne risulta un muro costruito per pensare, scrivere, riposare od osservare il paesaggio annebbiato, un muro lungo il quale sono disposti, secondo una dinamica d’introversione, i personaggi immaginari che vi abitano.

di Marisa Carelli

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here