Una rete sociale

Il 14 novembre la Camera di Commercio Italia-Repubblica Ceca ha presentato il progetto Social Housing nell’Est Europa tramite Rete di Imprese, realizzato con il sostegno del Consolato della Repubblica Ceca a Milano.

Si tratta di un’iniziativa che propone alle imprese italiane la possibilità di intervenire su un nuovo mercato, già fortemente legato a quello italiano: esso rappresenta infatti il 20esimo destinatario mondiale delle esportazioni italiane, ha spiegato Milan Tous, Addetto Economico dell’Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma.

Scopo dell’iniziativa è recuperare il gap attuale dei paesi dell’Est Europa sul tema del Social Housing provocato dalla sostanziale dispersione del vastissimo settore abitativo pubblico seguita al crollo del socialismo e del blocco sovietico: la Lituania, ad esempio, presenta attualmente un fabbisogno di edilizia residenziale sociale pari a circa 700 milioni di euro (come riportato nell’intervento di Kotryna Vilkaite, membro del Consiglio della Comunità Lituana in Italia), mentre Russia e Bielorussia necessitano di una pianificazione di interventi di recupero, conservazione e gestione del loro vasto patrimonio immobiliare.

Il modello aggregativo secondo il quale le imprese interverranno nello sviluppo del Social Housing nell’Est Europa è il sistema della rete, visto come evoluzione del distretto industriale che migliora l’efficienza aziendale agendo contemporaneamente nell’accrescere lo sviluppo del sistema imprenditoriale.

Il quartiere Brunck di Ludwigshafen, in Germania: un pionieristico esempio di “Social Housing”, all’avanguardia per impostazione, tecnologie e prestazioni energetiche

Nelle parole di Franco Garbini, Presidente della Camera di Commercio Italia-Repubblica Ceca e di Progetta Milano, i motivi di successo del modello di rete  sono «da una parte la garanzia di una dilatazione geografica e funzionale, vera leva allo sviluppo di connessioni ed interrelazioni che promuovono la ricerca e la circolazione delle conoscenze, permettendo di sfruttare al meglio il know-how delle singole imprese, stimolandone la produttività ed accrescendone capacità innovativa e competitività. Dall’altra la certezza per le imprese che alla creazione di legami stabili, quali quelli che derivano dall’adesione al Contratto di Rete, corrisponda comunque la salvaguardia dell’autonomia dei singoli, e la garanzia che alle imprese di grandi dimensioni vengano assicurate le innovazioni generate dalle più piccole, solitamente molto creative e dinamiche.

Il binomio innovazione-reti, riveste un’importanza ancor più strategica nel contesto dell’economia lombarda caratterizzato da una presenza distrettuale di piccole e medie imprese, per le quali è fondamentale puntare su un modello organizzativo gestionale in grado di sviluppare sinergie e valorizzare le rispettive potenzialità e capacità».

Gli interventi si concentreranno interesseranno le seguenti aree: Brno e le Regioni Morave (Repubblica Ceca) ,  Bratislava (Slovacchia), Kiev (Ucraina), Minsk (Bielorussia), San Pietroburgo (Russia), Varsavia (Polonia), Vilnius (Lituania), e L’Avana (Cuba), che vedranno affiancate le amministrazioni pubbliche cittadine e gli operatori privati, sia locali sia provenienti da altri paesi.

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