Una scultura architettonica per Karosta

Vista della scultura architettonica ideata per Karosta (foto di Moksud Khan)
Vista della scultura architettonica ideata per Karosta (foto di Moksud Khan)

Il progetto di Laurea di Moksud Khan, svolto presso la University of East London, è stato nominato per il Riba President Silver Medal: il lavoro presenta una nuova scultura architettonica per il piccolo centro urbano di Karosta.

Vista aerea, planimetria e spaccato assonometrico (foto di Moksud Khan)
Vista aerea, planimetria e spaccato assonometrico (foto di Moksud Khan)

Karosta è un piccolo nucleo ex-sovietico situato in un area della Lettonia che è stata a lungo occupata, edificata in quanto base navale russa è oggi sede popolare per molti artisti ma anche di numerosi edifici abbandonati e strutture che si ergono come monumenti di guerra.

Sezione (foto di Moksud Khan)
Sezione (foto di Moksud Khan)

Il progetto introduce, in questo contesto, un edificio ideato come opera d’arte scolpita che accoglie spazi laboratoriali dedicati a macchinari e veicoli, ma pure a materiali quali legno e metallo, organizzando anche gli ambienti di una mensa per i lavoratori e spazi per la popolazione locale.

Visualizzazione di un interno (foto di Moksud Khan)
Visualizzazione di un interno (foto di Moksud Khan)

L’edificio si trova, infatti, al centro di Karosta, tra un complesso di garage e blocchi di appartamenti. Il volume architettonico si ispira alla natura scultorea dei monumenti dell’era sovietica ed al carattere fluido e tagliente delle sculture dell’artista David Quayola.

I tre sistemi che compongono il progetto (foto di Moksud Khan)
I tre sistemi che compongono il progetto (foto di Moksud Khan)

L’operazione progettuale che conduce alla realizzazione di tale spazio prevede la sottrazione volumetrica di un elemento fluido da una massa solida: realizzare ciò significa produrre un vuoto che non assomiglia allo strumento utilizzato per la sottrazione, né ha le caratteristiche della massa da cui è stato sottratto, perché ad agire sarebbe semplicemente il liquido.
Il vuoto diventa un’entità a sé. In questo progetto il vuoto diventa un ponte di legno che forma la circolazione all’interno dell’edificio. Il legno sviluppa una sua logica di progettazione dove inizia a definire la massa in calcestruzzo e diventare superficie interna che definisce lo spazio racchiuso nell’edificio.
Tre diverse istanze compongono l’edificio, ed ognuno di essi presenta un proprio sistema materiale e una funzione, progettati guardando agli edifici, ai materiali ed alle tecniche di costruzione trovate a Karosta.

La massa scultorea composta di volumi connessi da un ponte in legno (foto di Moksud Khan)
La massa scultorea composta di volumi connessi da un ponte in legno (foto di Moksud Khan)

Un “guscio” esterno in cemento, ispirato ai bunker trovati sulla costa di Karosta; un sistema materiale in legno che è come un esplodere di schegge che penetrano il cemento definendo il volume interno dell’edificio, e la struttura secondaria delle scale in acciaio che è, anche, facciata e ornamento, rappresentano le tre istanze progettuali composte a definire lo spazio abitato.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO