Una trappola per la luce

Secondo il National Renewable Energy Laboratory, le più avanzate strutture fotovoltaiche monocristalline in silicio hanno un’efficienza di circa il 25 per cento. Un nuovo materiale messo a punto dai ricercatori della Princeton University promette di aumentare questa soglia in modo significativo.

Il nuovo “sandwich”, composto da nanostrutture di metallo e plastica, si comporta come una trappola per la luce, ottenendo due obiettivi: anzitutto riesce a trattenere la radiazione incidente in maniera superiore rispetto al fotovoltaico tradizionale, in secondo luogo aumenta notevolmente l’efficienza di conversione in energia elettrica. Secondo gli scienziati si ottiene così  un composto con un’efficienza superiore del 52 per cento rispetto alle celle solari inorganiche.

«Si tratta di una sorta di buco nero che intrappola la luce» dice Stephen Chou, ingegnere elettrico che conduce il progetto. In futuro, i ricercatori prevedono di produrre il nuovo materiale in fogli formato carta da parati, utilizzato un processo sviluppato dallo stesso Chou chiamato “nanoimprint technology”

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