Velvet State, conchiglie di compensato

Fot di Lasse Ryberg

Velvet State. il nuovo intervento di Simon Hjermind Jersen, nasce dall’ambizione di coniugare performance ed architettura  in un progetto da realizzarsi durante il Roskilde Festival 2013e prende forma da un dialogo tra artisti ed architetti che ha portato alla fusione delle due discipline.

Foto di Simon Hjermind Jensen

Simon Hjermind Jensen , con il suo studio Shjworks ha svolto il ruolo di progettista, curando l’aspetto architettonico, mentre le performance sono state sviluppate in team da Pimps Fiction e Collective Unconscious, sotto la guida di Inga Gerner Nielsene si sono concentrate sul tema della società dei sensi, il cui fulcro è costituito dalla percezione sensuale e poetica del mondo.

Foto di Simon Hjermind Jensen

La struttura, che occupava una superficie di 794 metri quadrati, raggiungendo un’altezza massima di  7 metri, era composta da sette elementi, definiti come The Ring, The Stage, The Ridge, The Reactor, The Barn, The Dressing Room e The Courtyard.

Foto di Simon Hjermind Jensen

Ciascun elemento è costituito da un guscio di compensato assemblato con bulloni e cuciture in policarbonato, sfruttando il sistema della catenaria, la cui curva viene ripresa, secondo alcune varianti nella sequenza di sezioni che compongono gli elementi verticali.

Foto di Simon Hjermind Jensen

I gusci di compensato, si comportavano quindi sia come facciata sia come supporto strutturale con uno spessore che dai 12 millimetri della base si assottigliava verso l’alto, fino a raggiungere i 4 millimetri. Ciascuna parte del guscio è stata fissata ad una base livellata, ancorata al suolo da picchetti di un metro di lunghezza.

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